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mercoledì 16 luglio 2008

Small Arms Survey - il rapporto 2008


E' uscito il rapporto 2008 di Small Arms Survey, organo di ricerca delle Nazioni Unite sulla proliferazione delle armi leggere con sede a Ginevra.
Alcune parti del rapporto (tra cui anche un fumetto sul traffico di armi) si possono scaricare dal sito dell'agenzia.
“Il dirottamento dei carichi di armi è fonte di spedizioni importanti e letali verso aree di conflitto e regioni dove la violenza criminale e l’instabilità sono vere e proprie piaghe” si legge nel riassunto della ricerca, che si riferisce a “regimi africani crudeli, gruppi armati sudamericani e milizie del Corno d’Africa”. Secondo gli esperti, “alcune di queste spedizioni illecite sono talmente importanti che competono con gli arsenali posseduti dalle forze armate di piccoli paesi”. Il dirottamento assume diverse forme: dalle piccole spedizioni di pezzi acquisiti legalmente ma assemblati illegalmente ai massicci invii organizzati dai cosiddetti ‘mercanti di morte’ attraverso la giungla con velivoli dell’era sovietica, con, talvolta, il tacito consenso di funzionari governativi. “Benché i governi non siano trasparenti sulla conformità della loro pratiche, è chiaro che trascurano le verifiche dopo le consegne” si legge ancora nel rapporto, precisando che la maggior parte dei dirottamenti è il risultato di negligenze. Non da trascurare - segnalano gli autori del rapporto - il furto di armi detenute dai civili, che secondo stime potrebbe ammontare a circa 650.000 pezzi all’anno. I maggiori esportatori di armi leggeri e di piccolo calibro restano, nell’ordine, Stati Uniti, Italia, Germania, Belgio, Austria, Brasile, Russia e Cina, mentre i più grossi importatori sono Stati-Uniti, Arabia Saudita, Canada, Francia e Germania. Almeno 51 paesi producono armi leggere, compresi missili antiaeri e mitragliatrici anticarro. Su 200 milioni di armi leggere censite nel mondo, 76 milioni costituiscono un’eccedenza che dovrebbe essere distrutta, ma alla distruzione – che riguarda 430.000 pezzi all’anno - i governi preferiscono spesso l’esportazione.

Fonti: Misna, Small Arms Survey.

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