Pubblichiamo i risultati della ricerca sui sindacati albanesi svolta all'interno del progetto di ISCOS Marche in Albania.
Da un’analisi complessiva emerge come in Albania non ci sia una diffusa percezione dell’utilità’ sociale del sindacato. La negazione del ruolo e della missione del sindacato (fino ad un atteggiamento violentemente antisindacale di alcuni settori padronali) è inserita in un contesto caratterizzato da una forte illegalità e informalità dell’economia e dove prevale un sistema di PMI, con una forte presenza del settore dei servizi (in particolare commercio). In altre parole è una economia dov’è fortemente presente il lavoro nero e dove regnano robustamente tutte le componenti di quella che viene chiamata economia informale (dall’autoproduzione in agricoltura all’economia criminale).
Per saperne di più:
- le conclusioni (italiano);
- il rapporto completo (inglese)
Visita ISCOSMarche.it!
Questo blog non è più aggiornato dal 1 luglio 2010.
Di seguito trovate i collegamenti agli ultimi 5 articoli pubblicati sul nuovo blog, iscosmarche.it.
Visitate il nuovo sito per tutte le informazioni.
Ultimi articoli
Chi siamo
Contatti
Via dell'Industria 17 / a
60127 Ancona
tel. 071 505224
fax 071 505207
mail iscosmar@tin.it
martedì 25 maggio 2010
I sindacati albanesi: i risultati della ricerca
giovedì 4 febbraio 2010
Campagna di informazione dei lavoratori albanesi
Riceviamo da Carlo Colli, resposnsabile di ISCOS Marche in Albania:
All’interno del progetto di Iscos Marche finalizzato al rafforzamento dei Sindacati albanesi finanziato da Unione Europea (Programma Cards 2005) e da Regione Marche, le due confederazioni sindacali albanesi KSSH e BSPSH,hanno iniziato da alcuni giorni una campagna di informazione dei lavoratori albanesi sui diritti che essi hanno nel lavoro e nella societa’ albanese.
“Lavoro dignitoso – vita dignitosa” e’ il titolo della campagna. Oggi e domani e' presente in piazza Skenderbej, la principale piazza della citta', un gazebo dove i dirigenti sindacali incontrano i cittadini e lavoratori di Tirana. In questi due giorni continua la distribuzione in vari parti della citta' di Tirana un volantino che sinteticamente elenca i principi e gli strumenti che rendono dignitoso il lavoro.
Inoltre dove non possiamo distribuire i volantini stiamo diffondendo i contenuti della campagna attraverso un audio trasmesso con altoparlanti posti sulla macchina del progetto.
Ecco un primo lancio di stampa!!!!
http://alblajme.com/aktualitet/sociale/4817-sindikatat-fillon-fushata-pune-dinjitoze-jete-dinjitoze
giovedì 7 gennaio 2010
Iscos Marche in Albania: il sito
Segnaliamo il sito ISCOS Albania: realizzato nell'ambito del progetto di ISCOS Marche a sostegno dei sindacati albanesi, il sito offre informazioni in italiano e in albanese sull'ISCOS, sui sindacati albanesi, sulle campagne in corso e una rassegna stampa sui temi del lavoro.
E' possibile vedere il video della campagna Lavoro dignitoso, scaricare i materiali per le campagne informative.
mercoledì 16 dicembre 2009
Lavoro dignitoso, vita dignitosa
Un articolo di Tirana Observer sull'attività Iscos Marche in Albania:
Carlo Tirana Observer 
venerdì 27 novembre 2009
Alblajme parla di ISCOS Marche
Riportiamo la traduzione di un articolo apparso su Alblajme, sito di news albanese
ISCOS Marche è l’Istituto di cooperazione internazionale della Cisl Marche. La Cisl e’ una delle più importanti organizzazioni sindacali italiane che ha collaborato - fin dalla loro fondazione - con le due Confederazioni sindacali: BSPSH e KSSH. ISCOS Marche e’ l’organizzazione di cooperazione internazionale attraverso cui la Cisl delle Marche agisce per sostenere i sindacati dei lavoratori e le organizzazioni della società civile nella loro azione di affermazione della giustizia sociale e di uno sviluppo equo e socialmente sostenibile. In questo senso ISCOS Marche è impegnato da circa 20 anni, in azioni di cooperazione in vari paesi del mondo.
Attivo in Albania sin dal 2002, ISCOS Marche ha implementato vari progetti finalizzati alla modernizzazione del sistema d’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. In particolare ha consentito la realizzazione di un programma informatico di “job matching” per gli Uffici del Lavoro (Servizio Nazionale dell’Impiego) della Prefettura di Durazzo.
Nell’ambito della sua Azione, ISCOS Marche ha, tra l’altro, organizzato due visite studio - sulle politiche attive del Lavoro - nella Regione Marche per dirigenti del Ministero del lavoro e dei Sindacati albanesi. Mentre in Albania, sempre in collaborazione con il Ministero del Lavoro - ha organizzato due seminari sulle politiche attive del lavoro e la formazione professionale per i dirigenti dei Servizi del Lavoro della Regione Marche, in una visione di scambio di buone pratiche.
Attualmente ISCOS Marche sta realizzando un progetto finalizzato al rafforzamento dei Sindacati albanesi attraverso un finanziamento dell’Unione Europea (Programma Cards 2005) e della Regione Marche.
L’obiettivo generale di questo progetto è di consentire il rafforzamento e la qualificazione della presenza delle due Organizzazioni sindacali albanesi nel sistema produttivo e nella società albanese al fine di consolidare il dialogo sociale sia con i datori di lavoro per aumentare il numero i Contratti Collettivi cosi’ come con con le istituzioni governative a tutti i livelli per realizzare programmi necessari per contrastare la disoccupazione e il disagio sociale. Questo processo di rafforzamento dell’azione dei due Sindacati albanesi sta avvenendo attraverso un programma di formazione che coinvolge un considerevole numero di dirigenti di BSPSH e KSSH a tutti i livelli.
Una attività di formazione specifica è rivolta a giovani lavoratori con l’obiettivo di potenziare l’azione contrattuale nelle imprese dove essi lavorano. All’interno di questi corsi viene favorita la partecipazione di donne.
Un altro importante obiettivo del progetto e’ costituito dalla modernizzazione tecnologica di TULSA, il Centro di formazione permanente dei sindacati albanesi che è collocato nel palazzo della cultura del Kombinat di Tirana. Questo Centro costituisce una istituzione unica nei Balcani. Infatti al suo interno, oltre ai corsi di formazione per i sindacati albanesi, vi si svolgono numerose attivita’ internazionali promosse e realizzate da organizzazioni come ILO, le federazioni Sindacali Internazionali, la Fondazione Frederic Ebert.
ISCOS Marche onlus, realizzerà nei prossimi mesi tre Campagne d’informazione e di sensibilizzazione con l’obiettivo di far comprendere ai cittadini e ai lavoratori l’importanza del ruolo del sindacato nello sviluppo del paese e di far conoscere le strategie che BSPSH e KSSH hanno per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e dei pensionati. La prima Campagna svilupperà il tema del Lavoro dignitoso. Questa campagna sara’ incentrata sul diritto ad avere alcune sicurezze nel lavoro a cominciare da quella della sua stabilità, dell’igiene e della sicurezza nei luoghi di lavoro, fino al diritto a maturare una pensione dignitosa per la vecchiaia.
La seconda Campagna sarà incentrata sul reclutamento di nuovi lavoratori al sindacato, soprattutto donne, nei settori calzaturiero, tessile ed abbigliamento delle aree industriali di Durazzo e Tirana. Si tratta di un settore strategico nel sistema industriale albanese, dove la maggioranza della forza lavoro e’ rapprentata da donne e dove il rispetto delle norme contrattuali e’ relativamente basso, con un alto tasso di lavoro nero. Inoltre, in questo settore e’ utilizzato in maniera strutturale il decentramento produttivo: sono molte, infatti, le donne che lavorano a casa producendo scarpe o capi di vestiario.
La terza Campagna, infine, affronterà un tema assai rilevante in Albania, ovvero la sicurezza nei cantieri edili.
Ogni Campagna sara’ effettuata utilizzando vari mezzi di comunicazione, soprattutto volantini, manifesti, striscioni, ma anche organizzazione di punti d’incontro con i sindacalisti nelle strade. E’ prevista anche l’organizzazione di specifici seminari sui diversi temi che toccati dalle campagne.
giovedì 26 novembre 2009
Dopo la laurea in Albania
Segnaliamo un articolo di Marjola Rukaj da Balcani cooperazione
Sono in pochi. Ma qualcuno lo fa. Rientrare in Albania dopo la laurea all'estero non è più una scelta dettata solo da nostalgia, nonostante le politiche del governo per favorire il Brain Gain rimangano ancora solo sulla carta.
Marin è seduto in uno dei locali del Bllok, quartiere chic nel cuore di Tirana. Ha l'aspetto tipico di un giovane della nuova élite capitolina. Rientrato in Albania da due anni, dopo la laurea in ingegneria alla Sapienza di Roma, fa parte di una categoria poco numerosa: coloro i quali hanno scelto di ritornare nel proprio paese una volta finiti gli studi. “Non mi sono pentito” premette con voce sicura, ma spiega che a determinare il suo ritorno sono state delle circostanze casuali, e non si è trattata di una scelta previamente contemplata. Ora lavora per una compagnia privata che opera nell'edilizia, il settore ritenuto il più florido dell'economia albanese. Ha l'aria di uno che ha realizzato le sue aspettative, e afferma di aver trovato un lavoro che corrisponde alle sue qualifiche professionali. Ma l'inserimento nel mondo del lavoro non è stato facile.
Continua la lettura su Balcani Cooperazione
martedì 24 novembre 2009
Agricoltura biologica in Albania
Segnaliamo da Balcani Cooperazione l'articolo di Matteo Vittuari
Normative nazionali e progetti di cooperazione regionale e internazionale hanno creato le condizioni per lo sviluppo dell'agricoltura biologica in Albania.
Nel Sud Est europeo i numeri del biologico sono ancora poco significativi. Se la Croazia presenta un settore che inizia ad esprimere valori consistenti, gli altri paesi presentano invece un deciso ritardo. A livello regionale (Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia) un aspetto significativo è rappresentato dalla crescita a due velocità di due dei principali elementi: produttori e superficie dedicata. I produttori, che ora contano meno di 700 unità, crescono lentamente; la superficie dedicata, che ha raggiunto 1,7 milioni di ettari, ha invece avuto una crescita esponenziale. Va detto che per quanto riguarda la superficie la crescita è stata trainata (e gonfiata) dall’inclusione delle aree destinate al pascolo e alla raccolta dei frutti di bosco.
Dopo il focus sulla Serbia, BalcaniCooperazione propone un approfondimento sull’Albania attraverso un’intervista ad Endrit Kullaj, ricercatore all’Università Agricola di Tirana e direttore di Sonnentor Shpk, una società impegnata nella produzione e nella raccolta di erbe aromatiche e medicinali per conto di Sonnentor GmbH Austria, tra i leader mondiali del settore.
Continua la lettura su Balcani Cooperazione
venerdì 9 ottobre 2009
Congiuntura difficile per i sindacati albanesi
Da Conquiste del Lavoro
Congiuntura difficile per i sindacati albanesi
di Giuseppe Iuliano*
Tirana (nostro servizio).
Un applauso sentito ha accolto al congresso della confederazione sindacale albanese Bspsh l'intervento di Stefano Mastrovincenzo, Segretario della Usr Marche, che ha portato il saluto della Cisl e del segretario generale Raffaele Bonanni ed ha parlato anche a nome di Cgil e Uil, tutti presenti a sostenere il sindacato albanese in una congiuntura piuttosto delicata. Ma nell'applauso c'era anche tutto il calore dei delegati albanesi, stretti intorno al presidente Gezim Kalaia, da poco recuperato dopo una gravissima crisi di salute ed un intervento chirurgico, effettuato in Italia, proprio ad Ancona, dove ha ricevuto le attenzioni e l'affetto solidario della Cisl, della Usr e dell'Iscos Marche. Dopo alcuni mesi di riabilitazione Gezim Kalaia è rientrato in Albania e si è presentato in piena forma al Congresso della sua Confederazione, che lo ha confermato ieri nella massima carica. Il sindacato albanese attraversa, come dicevamo, una fase molto difficile: il presidente recentemente rieletto, Sali Berisha, ha deciso in effetti di "sequestrare" alle confederazioni sindacali, con un provvedimento governativo, le proprietà immobiliari che erano appartenute alle Unioni professionali dell'ex regime comunista e che egli stesso, nel 1992, aveva consegnato con un decreto alle nuove confederazioni sindacali democratiche. Dagli affitti delle proprietà i sindacati traggono risorse indispensabili per le loro attività, consapevoli dello scarso apporto, in primis per la mancanza di lavoro, che proviene alle loro casse dalle quote di affiliazione dei lavoratori. Le due confederazioni sindacali albanesi (accolto con applauso e "fairplay" l'intervento al congresso del vicepresidente dell'altra confederazione Kssh, Dobrushi) hanno incassato la solidarietà ed il sostegno delle delegazioni internazionali presenti in Albania, impegnate con
* Dipartimento Politiche Internazionali Cisl
venerdì 4 settembre 2009
Il sindacalista albanese
Segnaliamo un'intervista di Osservatorio sui Balcani a Kol Nikollaj, segretario della Confederazione dei sindacati albanese.
E' a capo di una delle maggiori confederazioni sindacali albanesi. La tutela e la sicurezza sul lavoro, il rapporto tra pubblico e privato, la disoccupazione e la necessità di riforme. La situazione del sindacalismo albanese in quest'intervista a Kol Nikollaj.
Qual è la situazione dei sindacati albanesi oggi?
Si può dire che abbiamo superato la fase dell’emergenza iniziale, che caratterizzava i primi tempi del pluralismo in Albania. Attualmente esistono due raggruppamenti principali, l’Unione dei sindacati indipendenti e la Confederazione dei sindacati dell’Albania. Quest’ultima è la confederazione che io dirigo da quattro anni. Vi aderiscono 12 sindacati, provenienti da tutto il paese. Ha circa 110 mila iscritti ed è estesa su tutto il territorio.
Quali sono i risultati concreti che avete ottenuto in questi anni?
Nel corso degli anni siamo riusciti a firmare tre accordi nazionali con il governo. Purtroppo però, negli ultimi anni, la collaborazione con le istituzioni statali non sembra funzionare molto bene. Da tre anni non è stato firmato alcun accordo rilevante. Due anni fa, però, la protesta dei minatori di Bulqiza ha prodotto dei risultati molto importanti per il sindacato. Dopo di loro ci sono state decine di scioperi da parte di insegnanti, dipendenti dei trasporti pubblici ecc. E finalmente siamo riusciti a trasformare il primo maggio in giorno di protesta e non solo di festa e riposo.
Che rapporti avete con il resto della società civile?
Abbiamo vari rapporti di collaborazione sia con la società civile albanese che con organizzazioni non governative (ong) straniere. Una delle associazioni con cui abbiamo costruito un rapporto molto proficuo è l’italiana Arci. Con loro abbiamo organizzato ad esempio una campagna contro la corruzione. In Albania abbiamo un ottimo rapporto con Mjaft, con cui abbiamo condotto battaglie comuni per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori. Abbiamo collaborato con diverse ong che si occupano dei diritti delle donne, dai permessi di maternità alle condizioni di lavoro e con il Parlamento dei giovani, organizzando vari seminari per sensibilizzare i più giovani sui loro diritti.
Collaborate con sindacati esteri?
Sì, principalmente con i sindacati italiani come la CISL delle Marche o la CGIL di Napoli . Abbiamo anche altre collaborazioni, ma le più importanti per noi sono quelle italiane. L’Albania in genere vede il suo cammino europeo attraverso l’Italia, noi abbiamo oggi i problemi che i sindacati italiani avevano 30 anni fa e quindi la loro esperienza ci è estremamente utile.
continua la lettura su Osservatorio dei Balcani
giovedì 30 luglio 2009
Albania nella lista nera UE
Segnaliamo un interessante articolo da Osservatorio Balcani di Majola Rukaj
La mancata ammissione alla lista bianca di Schengen fa aumentare in Albania la convinzione di essere cittadini di serie B e fa di Bruxelles una meta ancora lontana. Il dibattito in Albania a seguito della recente proposta sui visti della Commissione europea.
L'Albania rimane nella lista nera, e diversamente da quanto previsto, il 1 gennaio del prossimo anno non rappresenterà un momento storico d'avvicinamento del paese balcanico allo spazio Schengen. La notizia ha colto l'attenzione dei media e della politica albanese, tanto da fare passare in secondo piano l'atmosfera tesa post-elettorale mentre lo spoglio, a un mese dalle votazioni, non è ancora stato concluso del tutto.
La mancata promozione dell'Albania nella lista bianca - come avvenuto del resto anche per Kosovo e Bosnia - è stata ampiamente interpretata da politici, politologi e giornalisti albanesi all'insegna della frustrazione e della percezione che nonostante il progresso la situazione dell'Albania pare agli occhi di Bruxelles di gran lunga peggiore rispetto ai suoi vicini balcanici.
continua la lettura su Osservatorio Balcani
mercoledì 24 giugno 2009
Un test per l'Albania
Segnaliamo da Osservatorio sui Balcani un'interessante articolo di Marjola Rukaj
L'Albania ha di fronte a sé un difficile test da superare per poter avanzare lungo il percorso dell'integrazione europea: le elezioni politiche del 28 giugno. Nella cronaca della nostra corrispondente le posizioni dei partiti e la campagna elettorale
Mancano pochi giorni alle fatidiche elezioni del 28 giugno, che metteranno a dura prova il futuro prossimo dell'Albania. La campagna elettorale iniziata lo scorso primo giugno è stata una delle più animate che il paese abbia mai vissuto. Sono state diverse le novità di tipo legislativo e mediatico, mentre non è mancata la tipica atmosfera di conflittualità e ostruzionismo che da sempre caratterizza le campagne elettorali albanesi.
Il futuro dell'Albania dipenderà, secondo i severi osservatori internazionali, dalla regolarità e dalla democrazia dimostrata nelle prossime elezioni. Uno dei cavalli di battaglia del governo Berisha, la candidatura del paese all'UE, è solo una delle questioni strettamente collegate all'andamento delle elezioni. Ne è prova la recente decisione di Bruxelles di rifiutare la tanto agognata liberalizzazione dei visti per i cittadini albanesi, concessione invece approvata per i vicini serbi, macedoni e montenegrini.
Continua la lettura qui
Le scarse differenze tra i poli elettorali sono evidenti anche negli slogan e nella concezione mediatica della campagna. “L'Albania sta cambiando” (Shqiperia po ndryshon) è quello di Berisha, cantato a ritmo di rock jugoslavo dagli albano- macedoni Elita 5 e una serie di altri cantanti pop provenienti da tutte le terre albanesi. Mentre Edi Rama, collaborando con i tiranesi Westside Family, lancia il messaggio “Alzati” (Cohu), ricordando una nota poesia della Rilidnja albanese, invitando naturalmente al cambiamento.
martedì 21 aprile 2009
Albania: Libertà di isolamento
Segnaliamo un altro interessante articolo di Osservatorio sui Balcani:
A un anno dall'iniziativa europea sulla liberalizzazione dei visti, per i cittadini albanesi varcare il confine rimane un'impresa. Con Bruxelles ancora lontana e il Kosovo indipendente, nel paese si fanno strada aspirazioni nazionalistiche di integrazione panalbanese.
A quasi vent'anni dal crollo del regime, l'Albania rimane uno dei paesi più isolati d'Europa. In una graduatoria stilata in base alla libertà di movimento (fonte: la società Henry International Visa Restriction), si colloca al 182esimo posto su 192 paesi presi in esame, in coda a tutti i paesi europei – vicini balcanici inclusi – e a fianco di Cambogia, Libano, Pakistan e Sudan.
Il territorio più inaccessibile ai cittadini albanesi è l'Unione Europea, ma non sono di facile accesso neanche alcuni dei paesi balcanici non ancora integrati nell'UE. Non ha contribuito al miglioramento della situazione nemmeno l'iniziativa europea sulla liberalizzazione dei visti, entrata in vigore il primo gennaio 2008: questo è quanto risulta da un rapporto pubblicato dalla ONG di Tirana “European Movement in Albania”.
Continua la lettura su Osservatorio sui Balcani
giovedì 26 marzo 2009
La scuola di Bathore
Grazie alla Cisl Scuola delle Marche e alla Cisl Marche abbiamo consegnato dei piccoli doni (palloni ed attrezzature didattiche) alla scuola di Bathore, in periferia di Tirana, Albania.
La scuola a cui e’ stato fatto il dono si trova nel Municipio di Kamez e in particolare nel quartiere di Bathore.
Ha circa 1550 allievi su due turni con classi da 32/33 alunni ciascuna. Ci lavorano 95 insegnanti (in buona parte iscritti ai due sindacti del progetto) e 5 non docenti.
Un fenomeno piuttosto allarmante è quello dell’abbandono scolastico che riguarda soprattutto le ragazze. Non sono, infatti, rari i casi di ragazze costrette dalla famiglia a lasciare gli studi prima di terminare il ciclo di 8 anni. Si sono riscontrati anche casi di ragazze completamente analfabete o di bambini che hanno abbandonato la scuola a 7-8 anni. Per contrastare questo fenomeno i due sindacti albanesi stanno realizzando da tempo un progetto finanziato dal FNV olandese.
Questo territorio è stato interessato da fortissimi movimenti migratori, negli ultimi anni. Il fenomeno delle migrazioni interne e’ poco noto fuori dell’Albania ma ha riguardato moltissime persone soprattutto delle regioni del nord. Questo movimento ha ingrandito in modo molto alto le periferie di Tirana. Il fenomeno dell’inurbamento e’ la scelta per fuggire dalla poverta’. Per qualcuno e’ solo una tappa per l’ulteriore emigrazione verso l’italia o la Grecia. Bathore e’ un quartiere del tutto “informale”: tutte le costruzioni presenti sono abusive, non esistono vie e non ci sono dati attendibili sulla popolazione, solo il 20 per cento della popolazione ha un lavoro fisso, mentre la restante popolazione è in cerca di un qualunque lavoro che possa generare un reddito.
Fino agli anni ’90 la zona è stata una distesa di terra coltivata e dedita all’allevamento.
Al 30/04/2007 risultano registrati 26.600 abitanti ufficiali. A Bathore sono presenti delle sedi distaccate degli uffici comunali: l’ufficio dei servizi sociali e l’ufficio per l’anagrafe.
La distribuzione dell’energia elettrica è saltuaria. Viene fornito solo il minimo indispensabile e sono in pochi a poter usufruire della piena capacità. D’inverno l’energia viene distribuita per 3-4 ore al giorno e nel periodo estivo, in maniera frazionata, per circa 10 ore.
Per quanto concerne la distribuzione dell’acqua potabile il collegamento all’acquedotto è presente solo in tre zone di Bathore. Quasi tutte le case dispongono di acqua di pozzo e di una pompa. La maggior parte delle abitazioni ha dei serbatoi, posti sul tetto, che garantiscono la distribuzione dell’acqua in casa. Uno dei disagi più avvertiti dalla popolazione è quello relativo alla raccolta di rifiuti. Non vi sono, infatti, né la capacità, né i mezzi tecnici né la possibilità economica che garantiscano il ritiro e l’eliminazione degli stessi. I rifiuti vengono solitamente accumulati lungo le strade o dentro i canali per essere poi bruciati. Non vi sono sufficienti punti di raccolta.
A Bathore sono presenti due strutture scolastiche: in esse sono organizzate due cicli di scuola obbligatoria (9 anni) e un ginnasio. C’è anche un asilo statale. La richiesta, tuttavia, è molto più alta della capacità delle strutture scolastiche. Per questo motivo, le lezioni sono strutturate in due turni giornalieri (al mattino e al pomeriggio).
Iscos Marche è presente in Albania con un progetto di sostegno ai sindacati locali.






