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lunedì 8 marzo 2010
8 marzo Festa delle donne ed uguaglianza dei diritti
giovedì 28 gennaio 2010
Iscos Argentina: la difesa del diritto alla terra
Riceviamo da Iscos Argentina gli aggiornamenti sui progetti in corso.
Segnaliamo in particolare il progetto sui diritti dei contadini:
Nel periodo preso in considerazione da questo numero del bollettino, il progetto di Difesa del Diritto alla Terra é proseguito con normalità.
Un’attività degna di nota é sicuramente l’acquisto del furgoncino per l’organizzazione.
Grazie al mezzo di trasporto i responsabili e leadres della Mesa de Tierra saranno facilitati nel movimento e potranno quindi raggiungere con piú semplicità le lontane località dove, tra l’altro, risiede la maggior parte dei soci dell’organizzazione contadina.
É necessario ricordare che la condizione delle strade di terra é per quasi per tutto l’anno in pessimo stato: le scarse piogge rendono i sentieri molto polverosi per molti mesi e gli improvvisi rovesi d’acqua rendono il terreno talmente fangoso da impossibilitare il transito.
Inoltre il furgoncino Ford F 100 si sta anche utilizzando per trasportare l’avvocato difensore alle distinte comunità. Come segnalato nel precedente numero, la strategia giuridica di quest’anno prevede difendere la terra attraverso un processo di riforestazione. Questa azione sembra fornire un ulteriore elemento di legittimità a
risiedere sul territorio, dal momento che prova ancora una volta l’attività dell’uomo sulla terra e il suo “animo di proprietario”.
L’avvocato sta quindi avanzando con un processo formativo che prevede la sensibilizzazione degli abitanti riguardo la necessità di legalizzare il processo di riforestazione (ricordiamo che quest’azione viene chiamata diligenza preliminare).
Parallelamente l’avvocato sta anche istruendo i membri della Mesa de Tierra su quelli che sono i modi e i tempi per affrontare un processo di prescrizione. In quest’ultimo periodo sono stati anche ottenuti gli studi di titoli delle comunità piú attive all’interno della Mesa. Vale comunque la pena ricordare che attualmente non ci sono conflitti violenti nelle comunità socie dell’organizzazione.
Per rafforzare il processo di riforestazione che ogni comunità dovrà realizzare, la Mesa de Tierra ha deciso di fare della sede dell’organizzazione un vivaio di piante di algarrobo (pianta tipica della zona). Sono stati appena comprati i teli necessari
per produrre l’ombra e dal mese di gennaio verranno seminate le piantine che poi saranno piantate nei campi.
Quest’anno é stato anche deciso di stampare un calendario di una pagina, il cui slogan ha proprio l’obiettivo di rafforzare la strategia legale della riforestazione. Lo stesso calendario sarà diffuso nelle comunità e sarà un ulteriore passo verso la sensibilizzazione del concetto di difesa del diritto alla terra.
Ecco il bollettino completo
Nº17 - diciembre 2009
venerdì 8 gennaio 2010
Il privilegio di esistere: concorso nazionale di scrittura
Il Gruppo territoriale Amnesty International 050 di Macerata indice la prima edizione del concorso nazionale di scrittura “Il privilegio di esistere” nell'intento di diffondere i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, consapevole dell'importanza della scrittura e della fotografia come mezzi di trasmissione di valori quali il rispetto e la tolleranza tra gli esseri umani. Non si tratta semplicemente di dare un riconoscimento formale, ma di riflettere e pretendere dignità attraverso i punti di forza della “SCRITTURA”.
Il tema dell'edizione 2009 è: “ MAI PIU' violenza sulle donne ”, campagna globale lanciata da Amnesty fin dal 2004. In tutto il mondo, in ogni classe sociale o gruppo etnico, in ogni cultura o religione, ci sono uomini che sottopongono le donne e le proprie partner a violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica. Le donne sono oggetto di sfruttamento e di discriminazione ad ogni età. Tutti - singole persone, comunità locali, governi, organismi internazionali - dovranno assumersi la responsabilità di porre fine a questa violenza e alla sofferenza che provoca. Fermiamo questo scandalo mondiale!
Il concorso è riservato a giovani dai 15 ai 30 anni. Sono previste tre sezioni:
Fotografia digitale
Testo narrativo
Testo poetico
Maggiori notizie e modulo di iscrizione sul sito
Cordialita
Giorgio Marcolini
Responsabile
venerdì 27 novembre 2009
Repressione in Iran

INTERNATIONAL CAMPAIGN FOR HUMAN RIGHTS IN IRAN
Politica di repressione contro i sindacati
Arrestati quattro leader sindacali della “Haft Tapeh Sugar Cane Company” fondato nel 2008 e di cui fanno parte circa 5.000 iscritti e riconosciuto a livello internazionale. Il 24 ottobre scorso il sindacato iraniano aveva fatto appello all’OIL a proposito delle violazioni delle convenzioni n.87 e 98. In Iran al momento è vietato ai sindacati indipendenti poter manifestare apertamente le loro opinioni e manifestare per i diritti dei lavoratori.
Link:
Articolo
domenica 22 novembre 2009
Diritti al cibo
PRESENTAZIONE
DIRITTI AL CIBO!
AGRICOLTURA SAPIENS E GOVERNANCE ALIMENTARE
Luca Colombo, Antonio Onorati
Ed. JACABOOK
Introduce: Oriana Porfiri
Subito dopo la conclusione del Vertice FAO di Roma, l’anteprima regionale di un libro di grandissima attualità. Un miliardo di affamati in un mondo precipitato in uno stato prolungato di crisi, non solo alimentare: le cause e le possibili strategie di rifondazione del sistema agroalimentare sono delineate in questo volume che analizza modalità e finalità della produzione agricola rimettendo al centro il ruolo dei produttori di alimenti e la priorità del diritto al cibo. “Diritti al cibo!” indaga infatti le cause del logoramento del ruolo di questi produttori, della concentrazione oligopolistica della filiera agroalimentare, dell’estendersi dei tentacoli finanziari sull’agricoltura, della caccia alle terre fertili oltre confine, dell’ostinazione liberista che appalta alla concorrenza globale la sicurezza alimentare, dell’assalto alla governance globale su cui proprio è convocato il Vertice della FAO di metà novembre 2009.
Ma oltre alla lettura critica del sistema dominante di produzione e commercio degli alimenti, si
propone qui una razionalità profondamente alternativa intorno al grande tema alimentare, fatta di mitigazione del caos climatico con pratiche agricole compatibili con i vincoli ambientali, di
revisione degli approcci e delle prassi della ricerca agricola, di difesa e rilancio dei mercati interni e di prossimità, di controllo decentrato sulle risorse produttive (dalla terra, all’acqua, alla
biodiversità), di empowerment dei produttori di alimenti e delle loro organizzazioni.
Il libro è frutto di un dialogo con le organizzazioni di contadini, pastori, pescatori e di popoli indigeni del pianeta che gli autori hanno alimentato e raccolto negli ultimi anni anche nel corso della costruzione di un ragionamento collettivo intorno ai sistemi alimentari riassunto nell’esperienza del Comitato Internazionale per la Sovranità Alimentare (IPC).
Scritto da Luca Colombo, ricercatore attivista della Fondazione Diritti Genetici, e Antonio Onorati, Presidente della ONG Crocevia, il saggio ospita i contributi di rappresentanti di organizzazioni di contadini, pastori, pescatori e popoli indigeni di Paesi Baschi, Mali, Iran, Malesia, Irlanda, Messico.
giovedì 19 novembre 2009
Salva l'acqua
IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133
Oggi con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati si è concluso l'esame del decreto 135/09 il cui Art. 15 sancisce la definitiva e totale privatizzazione dell'acqua potabile in Italia.
Il Governo impone per decreto che i cittadini e gli Enti Locali vengano espropriati di un diritto e di un bene comune com'è l'acqua per consegnarlo nelle mani dei privati e dei capitali finanziari. Ciò avviene sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali alle richieste della Commissione Europa mentre non esiste nessun obbligo e le modifiche introdotte per sopprimere la gestione “in house” contrastano con i principi della giurisprudenza europea. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentate in alcune Provincie Italiane o a livello europeo abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi, si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua è sceso da subito in campo per contrastare questo provvedimento con la campagna nazionale "Salva l'Acqua" verso la quale si è registrata un'elevatissima adesione.
Ad oggi abbiamo consegnato al Presidente della Camera 45.000 firme a sostegno dell'appello che chiedeva il ritiro delle norme che privatizzano l'acqua.
Inoltre, migliaia di persone hanno manifestato il proprio dissenso e contrarietà all'Art.15 in un presidio svoltosi lo scorso 12 Novembre a Piazza Montecitorio e in varie mobilitazioni territoriali, migliaia di persone hanno inviato mail ai parlamentari per chiedere di non convertire in legge il decreto 135/09, molte personalità hanno espresso da una parte la loro indignazione e dall'altra il loro sostegno alla campagna.
In questi giorni è cresciuta nella società la consapevolezza che consegnare l'acqua al mercato significa mettere a rischio la democrazia. Nonostante questa mobilitazione della società civile e degli stessi Enti locali, il Governo ha imposto il voto di fiducia e non accoglie le richieste e le preoccupazioni espresse anche molti Sindaci di amministrazioni governate da maggioranze di differenti colori politici.
Come Forum dei Movimenti per l'Acqua siamo indignati per la superficialità con cui il Governo, senza che esistessero i presupposti di urgenza, ha voluto accelerare la privatizzazione dell’acqua.
A questo punto siamo convinti che la contestazione dovrà essere ricondotta nei territori, per chiedere agli Enti Locali che si riapproprino della podestà sulla gestione dell'acqua tramite il riconoscimento dell'acqua come diritto umano e il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e nel contempo di sollecitare le Regioni ad attivare ricorsi di legittimità nei confronti del provvedimento.
Queste percorsi di mobilitazione sono percorribile così come dimostrano le delibere approvate dalla Giunta regionale pugliese, dalle tante delibere approvate dai consigli comunali siciliani e nel resto d'Italia, da ultimo quello di Venezia.
Il popolo dell'acqua continuerà la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico assumendo iniziative territoriali e nazionali volte a superare l'Art. 15 del decreto legge.
Come Forum dei Movimenti, chiediamo a tutta la società civile di continuare la mobilitazione e far sentire il proprio dissenso anche dopo l’approvazione dell’art. 15 attraverso mobilitazioni sui territori ed invio di messaggi a tutti i partiti, ai consiglieri comunali provinciali e regionali, ai parlamentari locali
A Sindaci ed agli eletti chiediamo di dar vita nelle rispettive istituzioni a prese di posizioni chiare che respingano la legge e di dar vita a iniziative di protesta nelle istituzioni stesse.
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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XXX Anniversario della convenzione per l'eliminazione delle discriminazioni contro le donne
Trent'anni fa l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), considerata ancor oggi uno dei trattati internazionali più completi sui diritti delle donne.
La CEDAW chiede di rimuovere le discriminazioni che limitano la partecipazione delle donne alla vita pubblica e lavorativa e ai processi decisionali, di contrastare la violenza di genere e di impegnarsi per modificare la diffusa accettazione degli stereotipi associati ai ruoli tradizionali di uomini e donne nella famiglia e nella società.
"Nel 30° anniversario di questa Convenzione vogliamo celebrare i successi ottenuti dalle donne contro le tante forme di oppressione ed esclusione, ma anche ricordare quanto resta ancora da fare" - così afferma Boiani Mariangela della ong Cestas, uno dei soggetti promotori della Campagna a cui aderisce una piattaforma di oltre 50 soggetti tra organizzazioni ed enti locali tra cui il Comune di Jesi e la Provincia di Ancona.
"Lavori in corsa - 30 anni CEDAW" sarà presentata nel corso della giornata di domenica 22 novembre promossa dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Jesi in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne presso l’Ostello Villa Borgognoni di Jesi.
La giornata prevede una serie di iniziative tra cui mostre, tavole rotonde, incontro con l’autrice siriana Dachan, cena e spettacolo.
Sul sito della Rete Internazionale delle Donne per la Solidarietà www.womenin.net sono disponibili maggiori informazioni e materiali di approfondimento.
martedì 10 novembre 2009
2° Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli
L'associazione culturale "Cinema e Diritti"
insieme con tutti i partner che partecipano alla organizzazione dell'evento ha il piacere di invitare tutti al
Il programma di quest'anno disponibile su www.cinemaediritti.org/eventi prevede giornate tematiche dedicate ai diritti universali che si svolgeranno in alcuni quartieri e comuni della fascia vesuviana e flegrea ed eventi speciali con sede nel centro della città e in luoghi di interesse culturale.
Sono attesi testimoni, autori, giornalisti ed esperti dall'Argentina, Eritrea, Kenya e da molte regioni italiane.Di seguito una breve sintesi della manifestazione.
Lunedi 9 saremo a CastelVolturno per ricordare Miriam Makeba ("Mama Africa") e ci uniremo alle manifestazioni organizzate in suo onore.
Le associazioni della zona vesuviana ci guideranno martedi 10 alla scoperta degli "Invisibili" i lavoratori fantasmi che popolano le nostre campagne da Castelvolturno ad Eboli, in una ideale maratona che coinvolgerà Portici, Ercolano, Torre del Greco e Castellammare, attraverso film e testimonianze.
La leader delle Madres de Plaza de Mayo, Hebe de Bonafini, incontrerà altre donne che, in Africa, lottano contro le stragi di stato. Accadrà mercoledi 11 mattina al Filangieri con la presentazione di due giornalisti RAI, Anna Scalfati ed Enzo Nucci. La sera, all'Academy Astra, da non perdere, parleremo con gli ospiti argentini e Guido Piccoli dell'America latina che cambia. A Ponticelli di scena i diritti dei minori e serata con Stefano Incerti e il suo ultimo film con una intervista ad Hebe.
Giovedi 12, alla facoltà di Sociologia della Federico II, ascolteremo i racconti degli esuli eritrei sfuggiti alla dittatura e assaggeremo musica, sapori e ospitalità delle loro tradizioni grazie all'associazione ASPER, mentre a Scampia troveranno spazio le giuste ragioni dei ROM, cittadini italiani discriminati.
Venerdi 13, al cinema Filangieri e la sera all' Astra, saranno di scena i respingimenti e i CPT con le immagini di Gatti e Mencherini, ma anche la civile accoglienza di siciliani e calabresi con Gaetano Sferlazzo e Mimmo Lucano, coraggioso sindaco di Riace. Nel frattempo a Pozzuoli i problemi della vita in carcere saranno
dibattuti nel penitenziario femminile attraverso un film inchiesta, con la partecipazione delle detenute.
Sabato 14 il festival chiude tra molte iniziative interessanti.
In mattinata a Chiaiano,cominceremo con i problemi dell'ambiente e della salute dovuti alle discariche, mentre all'Astra , guidati dall'Authority regionale dei cittadini privati della libertà, si parlerà di una proposta di legge per l'affettività in carcere con i direttori dei penitenziari campani. Alle 19 all'Astra avremo una tavola rotonda sul futuro del documentario tra America Latina ed Europa con ospiti come Julio Santucho, Jorge Denti, Alessandro Signetto e Pino Bertelli e un saluto al prossimo anno a passo di "Tamotango".
Tutto sarà accompagnato da molte proiezioni scelte e a dibattiti con testimoni e protagonisti.
Le mostre fotografiche di Maurizio Cimino, al GiùBOX Gallery di via Bonito, e di Balo Cismic al Centro Hurtado di Scampia, segneranno il tempo del Festival.
Ci saranno denunce, ma non mancherà un richiamo alla speranza, alla lotta e alla soluzione dei problemi.
Giovedi 12 (dalle 21 alle 23), venerdi 13 (dalle 21 alle 23) e sabato 14 (dalle 15.30 alle 18.30) le opere in concorso saranno presentate al pubblico al cinema Academy Astra, in via Mezzocannone 109 e in quella sede, sabato 14 alle ore 21, saranno proclamati i vincitori delle 2 categorie "Human life" e "Eyes wide shut".
Per maggiori informazioni 327 36 52 514, tutti i giorni dalle 10 alle 17
Napoli non va lasciata sola
Vieni al Festival
Cinema e Diritti
martedì 13 ottobre 2009
Arcivescovo Bregantini ad Ancona
AL RETTORATO SECONDO INCONTRO SULL’ ENCICLICA DI BENEDETTO XVI “CARITAS IN VERITATE”. INTERVIENE S.E. GIOVANNI MARIA BREGANTINI, ARCIVESCOVO DI CAMPOBASSO – BOANIO
Domani, mercoledì 14 ottobre alle ore 18,00, presso la Sala del Rettorato sella nostra Università, si svolge il secondo appuntamento degli INCONTRI CON LA CITTA’, sulla Enciclica “Caritas in Veritate”. Gli incontri sono organizzati dal Gruppo di Ancona del Movimento Ecclesiale di Impegno, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Ancona e dal Circolo Culturale J. Maritain, e coinvolgonol’Azione Cattolica Diocesana, le ACLI, e la Delegazione Regionale del MEIC.
La conversazione è tenuta dall’Arcivescovo Giovanni Maria Bregantini, Arcivescovo di Campobasso – Boanio, su “Il creato: giardino da custodire in sobrietà e giustizia”, il capitolo IV dell’Enciclica “Sviluppo dei popoli, diritti e doveri, ambiente”Il primo incontro introduttivo si è avuto, il 7 ottobre, con l’Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, Arcivescovo di Camerino – S. Severino.
Mons. Gianfranco Bregantini,della Congregazione dei Padri Stimmatini, prima di Campobasso, è stato Vescovo di Locri – Gerace e Presidente della Commissione C.E.I. Problemi Sociali e Lavoro, Giustizia e Pace e Salvaguardia del Creato della Conferenza Episcopale Italiana e membro del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani.
La presenza di padre Giancarlo in Calabria è stata contrassegnata da una forte presenza pastorale e sociale per “liberare la locride” dalla pressione mafiosa, con una predicazione e con una testimonianza, profetica, forte ed efficace. La sua biografia è ricca fatti che lo hanno visto testimone: prete operaio nel suo trentino, accanto ai lavoratori del Sud nella lotta al precariato, nella lotta alla mafia con l’istituzione di cooperative di lavoro, di vicinanza al mondo contadino.
Come Presidente della Commissione della CEI per i problemi sociali ha curato un documento sul “mondo rurale”, la cui illustrazione è stata motivo di un suo incontro con il MEIC di Ancona nel 2006. In questo documento ci sono ampi riferimenti al tema dell’incontro di oggi “rapporto dell'uomo con l'ambiente naturale”; […] La natura è espressione di un disegno di amore”;la natura è a nostra disposizione non come « un mucchio di rifiuti sparsi a caso » bensì come un dono del Creatore, un giardino da custodire in giustizia e in sobrietà”
Concludiamo, la presentazione dell’ospite, con una sua bellissima l’icona, rintracciabile in un suo scritto “Gli alberi dell’anno (ed. Messaggero). “Sopra tutti gli alberi vi è l’albero della croce, perché da quell’albero scende su tutti un fiume di grazia e di luce che trasforma ogni deserto in giardino dai mille colori, i colori della pace, della vita, della fraternità”.
sabato 3 ottobre 2009
Non c’è integrazione senza diritti, doveri, lavoro dignitoso e sicurezza
Il prossimo 10 ottobre p.v. avrà luogo la Manifestazione Nazionale “Non c’è integrazione senza diritti, doveri, lavoro dignitoso e sicurezza ”. Si tratta di una tappa importante dell’azione di rappresentanza e tutela della CISL da sempre impegnata, in prima linea, a favorire, nel rispetto della legalità e del diritto, l’integrazione sociale e lavorativa degli immigrati nella piena consapevolezza che solo promuovendo una cultura dell’integrazione sia possibile arginare le discriminazioni.
La CISL, il SIULP e l’ANOLF, attraverso la manifestazione, intendono riportare al centro dell’attenzione il tema della immigrazione tenendo insieme diritti e doveri per gli immigrati, sicurezza e azioni di contrasto all’immigrazione clandestina senza, però, dimenticare l’importanza di attuare politiche di accoglienza e integrazione per quanti cercano nel nostro Paese una opportunità di vita migliore, e contribuiscono con il proprio lavoro alla ricchezza dell’Italia.
Si tratta, dunque, di conciliare l’esigenza di legalità, sicurezza e accoglienza con il rispetto della persona a partire dal riconoscimento dei diritti di cittadinanza, diritti politici, sociali e lavorativi di tutti gli immigrati che vivono onestamente nel nostro Paese.
Lo slogan della manifestazione riassume lo spirito dell’iniziativa e vuole avvalorare l’impegno della CISL, del SIULP e dell’ANOLF che ancora una volta dimostrano di essere organizzazioni pluraliste e rispettose delle diverse culture che convivono nella nostra società.
giovedì 9 luglio 2009
Going it alone: un nuovo report sul movimento dei lavoratori in China

I lavoratori cinesi scendono in piazza in numeri sempre maggiori. Oppressi dagli abusi dei manager, incoraggiati dal passaggio della nuova legislazione sul lavoro, organizzano scioperi, blocchi stradali e proteste per chiedere il pagamento dei salari arretrati, migliori condizioni di lavoro e persino il diritto di istituire le proprie organizzazioni sindacali.
In un nuovo rapporto pubblicato oggi, China Labour Bullettin guarda a come si è sviluppato il movimento dei lavoratori in Cina negli ultimi due anni, come il governo ha risposto, e perchè il sindacato ufficiale non è stato in grado di avere un ruolo positivo.
Dall'analisi di 100 proteste collettive emergono 3 trend principali:
- I lavoratori hanno preso in pugno la situazione, superando il sindacato ufficiale, premendo verso i governi localli perchè facciano da intermediari. Ed in molti casi hanno avuto successo.
- Gli scioperi si propagano nella stessa regione, industria o filiale. Lo sciopero dei taxi è stato un esempio di protesta di un intero settore e della volontà dei governi locali di negoziare con i lavoratori.
- Le richieste dei lavoratori sono diventate più ampie e sofisticate. Prima erano rivolte alle violazioni di base dei diritti del lavoro, come i mancati pagamenti degli stipendi, arretrati; ora si chiedono stipendi più alti, migliori condizioni di lavoro, si protesta contro la tendenza a licenziare lavoratori a tempo indeterminato per riassumerli con contratti temporanei.
Durante questo periodo, il sindacato ufficiale All-China Federation of Trade Unions è stato largamente assente. ACFTU ha lanciato una campagna per sindacalizzare le industrie maggiori e per i contratti collettivi nei magazzini Walmart, ma con scarsi miglioramenti per i lavoratori.
Going it Alone: The Workers' Movement in China (2007-2008) è disponibile in pdf dal sito di CLB.
E' possibile ascoltare anche la presentazione in podcast
martedì 7 luglio 2009
Come un uomo sulla terra - Rai 3 9 luglio 23.40
Segnaliamo:
COME UN UOMO SULLA TERRA finalmente in onda sulla RAI
9 LUGLIO 2009
DOC 3 - RAI 3 ore 23.40
Un occasione di civiltà e informazione per tutta l'Italia.
domenica 28 giugno 2009
Report annuale sulle violazioni dei diritti sindacali
Il 2008 è stato un altro anno difficile e pericoloso per i sindacalisti di tutto il mondo, in base allo studio annuale ITUC sulle violazioni dei diritti dei sindacati, che controlla gli abusi contro i lavoratori in 143 paesi. 76 sindacalisti sono stati uccisi a causa delle loro azioni a difesa dei lavoratori, e molti altri sono stati aggrediti fisicamente o sottoposti a molestie, intimidazioni o arresto da parte delle autorità. Mentre il totale a livello mondiale di omicidi è sceso dai 91 dell'anno precedente, il numero di omicidi in Colombia, che è noto come il luogo più pericoloso sulla terra per i sindacalisti, ha raggiunto 49 - un aumento di 10 omicidi rispetto all'anno precedente. La recrudescenza di omicidi ha avuto luogo nonostante le rassicurazioni da parte dell'amministrazione del presidente colombiano Alvaro Uribe, che la situazione era migliorata.
A parte la terribile situazione in Colombia, nove sindacalisti sono stati assassinati in Guatemala, che negli ultimi anni ha visto un aumento di violenti attacchi contro i rappresentanti sindacali e i membri. Quattro sono stati uccisi nelle Filippine e in Venezuela, in Honduras tre, due in Nepal e uno ciascuno in Iraq, Nigeria, Panama, Tunisia e Zimbabwe, dove il regime di Mugabe ha continuato il suo regno di terrore contro il movimento sindacale. In un certo numero di casi i governi sono stati direttamente o indirettamente coinvolti negli omicidi. Un totale di 50 gravi minacce di morte sono stati registrate in sette paesi, con circa 100 casi di aggressioni fisiche in 25 paesi.
I governi di almeno 9 paesi (Birmania, Burundi, Cina, Cuba, Iran, Corea del Sud, Tunisia, Turchia e Zimbabwe) sono stati responsabili per l'incarcerazione dei sindacalisti in considerazione delle loro legittime attività a sostegno dei lavoratori.
"I governi in ogni regione stanno chiaramente fallendo nel proteggere i lavoratori, e in diversi casi sono stati essi stessi responsabili di pesanti repressioni dei loro diritti. Il fatto che alcuni paesi, come la Colombia, Guatemala e le Filippine siano, anno dopo anno, sull'elenco degli omicidi dimostra che le autorità non sono, nella migliore delle ipotesi, in grado di garantire la protezione e, in alcuni casi sono complici con i datori di lavoro privi di scrupoli", ha detto Guy Ryder, ITUC Segretario Generale.
Circa 7.500 casi di licenziamento di lavoratori coinvolti in attività sindacale sono stati registrati in un totale di 68 paesi, compresi 20 paesi nella sola Africa. Questi casi sono, tuttavia, solo la punta di un iceberg, con un gran numero di licenziamenti non più registrati. Il paese con il peggior record di licenziamento è stata la Turchia, dove più di 2.000 sono state documentate e dove il governo è rimasto intollerante all'attività dell'Unione in generale. L'Indonesia (600) è stata la seconda, con centinaia di licenziati anche in Malawi, Pakistan, Tanzania e Argentina.
In Birmania, Cina, Laos, Corea del Nord, Vietnam e un certo numero di altri paesi, solo i sindacati ufficiale di Stato hanno il permesso di operare, mentre in Arabia Saudita, una vera e propria attività sindacale è ancora effettivamente impossibile. Pesante interferenza del governo anche in Bielorussia per gran parte dell'anno.
L'impatto della situazione economica mondiale per i diritti dei lavoratori è stata una caratteristica in molti paesi. Gran parte della repressione si è avuta in tutta l'Africa, in particolare. I governi coinvolti reagiscono duramente nei confronti dei lavoratori che cercano di migliorare i salari a livello mondiale che la crisi alimentare ha colpito, con un numero crescente di nuclei familiari non in grado di nutrirsi adeguatamente. Incredibilmente, molti dei più colpiti sono stati i lavoratori del settore stesso. Più tardi, nel 2008, gli effetti della crisi finanziaria mondiale hanno cominciato a colpire, mettendo ulteriore pressione sulla sicurezza del lavoro, i salari e le condizioni di lavoro.
Sempre più duro lo sfruttamento e gli attacchi ai lavoratori nelle Export Processing Zone (EPZ) di tutto il mondo, una caratteristica presente già negli anni precedenti e peggiorata nel 2008. Trentaquattro paesi citati nella relazione per l'inadeguata o inesistente tutela nelle EPZ, compresa l'Albania, le Bahamas, Belize, Costa Rica, Repubblica Dominicana, El Salvador, Guatemala, Honduras, Giamaica, Giordania, Messico, Nicaragua, Polonia e Oman. Altri 22 paesi sono indicati per lo sfruttamento dei lavoratori migranti, a cui sono spesso negati persino i più elementari diritti, e che spesso sono i più vulnerabili di tutti i lavoratori allo sfruttamento.
"Centinaia di milioni di persone che lavorano, nei paesi in via di sviluppo e industrializzati, si vedono negare i diritti fondamentali alla libertà di associazione e di contrattazione collettiva. Per molti, soprattutto quelli in condizioni precarie di occupazione, questa negazione ha pesanti ripercussioni nella loro vita, in quanto li costringe a ore di lavoro estremamente lunghe in situazioni pericolose o insalubri con un reddito così basso da non essere in grado di sostenere se stessi e le loro famiglie correttamente. La mancanza di rispetto per i lavoratori ha aumentato le disuguaglianze nel mondo, e la disuguaglianza ha causato la recessione mondiale ", ha dichiarato Ryder.
Inquietanti tendenze dei diritti del lavoro nei paesi industrializzati sono evidenti anche nel sondaggio, con sempre maggiore ricorso al lavoro precario e agenzia interinali, che erodono i redditi, le condizioni e i diritti sul luogo di lavoro. Su una nota più positiva, i cambiamenti di governo in Australia e negli Stati Uniti hanno portato la promessa di nuove tutele per i lavoratori in due paesi con situazioni molto povere negli ultimi anni.
Lavoratori in Burkina Faso, Kenya e Mozambico hanno avuto anche qualche motivo di ottimismo, con l'adozione di una nuova legislazione che consente il riconoscimento e l'organizzazione sindacale, mentre nelle Maldive, la nuova Costituzione garantisce la libertà di associazione e il diritto di sciopero.
Per leggere il rapporto completo clicca qui
giovedì 25 giugno 2009
Presidio contro il pacchetto sicurezza


26 Giugno 2009 ORE 17.30
PIAZZA DEL PLEBISCITO - ANCONA
“SICURI DI UN FUTURO INSIEME”
CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA , PER LA COSTRUZIONE DI UN CLIMA DI SICUREZZA E CONVIVENZA TRA TUTTI I CITTADINI , PER IL PIENO GODIMENTO DEI DIRITTI INVIOLABILI DELL’ UOMO
“Non mi chiamare straniero ,
guardami bene negli occhi ,
al di là dell’ odio ,
dell’ egoismo e della paura e vedrai che sono un essere umano ,
non posso esserti estraneo”
Rafael Amor
CGIL, CISL e UIL DI ANCONA e RETE MIGRANTI “DIRITTI ORA” impegnati da anni a costruire una società basata sulla convivenza, sulla accoglienza, che riconosca nella diversità una ricchezza e non un ostacolo, non possono tacere di fronte alla discussione ed all’approvazione da parte del Parlamento delle norme chiamate Pacchetto Sicurezza. Ci opponiamo ad una politica che amplifica l’emarginazione, facendo leva su paura e razzismo, alimenta l’egoismo, l’esclusione e di fatto l’illegalità, nega l’accoglienza e la solidarietà, nonché i diritti della persona.
Che la costruzione di un clima di sicurezza e convivenza passi attraverso il pieno godimento di questi diritti resi ancora più problematici dalla crisi economica, e non attraverso la marginalizzazione, l’invisibilità, la clandestinità dei poveri, dei senza fissa dimora, dei migranti , in generale di chi in questo momento si trova in una condizione di bisogno. Tutto ciò danneggerebbe le loro famiglie, i loro rapporti di lavoro ed anche le famiglie con cui essi hanno iniziato un percorso di convivenza e quelle di cui essi si prendono cura,
Una giornata di mobilitazione per il giorno 26 giugno 2009, in sintonia con quanto si sta muovendo in tutta Italia, contro le conseguenze che avrebbe l’approvazione del Pacchetto Sicurezza e la prosecuzione di tutte le politiche xenofobe e razziste che stanno avanzando in Italia ed in Europa, e chiamiamo a raccolta cittadini, associazioni, realtà che quotidianamente provano che la sicurezza può venire solo attraverso l’estensione dei diritti e la valorizzazione della diversità.
PIAZZA DEL PLEBISCITO – ANCONA
ORE 17.30
PRESIDIO DI INFORMAZIONE E SOLIDARIETA’ PER DIMOSTRARE LA DANNOSITA’ DEL “PACCHETTO SICUREZZA” E CONTRAPPORRE LA CAPACITA’ DI ORGANIZZAZIONE INTERETNICA NEI QUARTIERI
Per questi motivi CGIL, CISL, UIL, comunità migranti e RETE MIGRANTI “ Diritti Ora “chiedono l’adesione di associazioni e singoli cittadini che credono in un percorso di convivenza, non accettano un politica sull’immigrazione basata sulla paura e che sono quindi contrari all’approvazione del pacchetto sicurezza.
ADESIONI:
Associazione Senza Confini, Arci, Circolo Africa, Anpi, Associazione Bangladesh Marche, Ass.ne Senegal Marche, Centro Culturale Islamico Marche, A.C.U. Gulliver, S.A.U.P.M., RDB CUB Marche, Circolo Equo & Bio, Unione Inquilini, Associazione Togolesi e simpatizzanti Ancona, Associazione Nuova Guinea, Associazione Camerun, Centro di Accoglienza immigrati Osimo, Servizio di Strada Ancona, Associazione Multietnica Senigallia, Lega Ambiente Marche Onlus, Tenda di Abramo Falconara Marittima, Bokk Jeff associazione senegalese Mondolfo, Consulta per la pace del Comune di Jesi , Circolo Arcigay e Arcilesbiche Caleido Ancona, L.H.A.S.A. Falconara(laboratorio autonomo studi antropologici), Time for peace, Circolo culturale laboratorio sociale Ancona, Cir Ancona, Free Woman.
Iran: ITUC e Global Union esprimono grave preoccupazione
Azione globale per la giustizia e per i lavoratori iraniani il 26 giugno
L’ITUC ha espresso grave preoccupazione per la situazione in Iran a seguito delle contestate elezioni in cui il Presidente Mahmoud Ahmadinejad e’ stato dichiarato vincitore nonostante le accuse di frodi elettorali da parte dei candidate dell’opposizione. Molte persone sono state uccise e molte altre ferite dalle forze governative che hanno represso brutalmente le enormi manifestazioni che chiedevano che si ricontassero i voti o l’annullamento delle elezioni.
“ La violenta risposta da parte delle autorita’ contro i manifestanti pacifici deve esere condannata e i responsabili delle morti e dei feriti devono essere perseguiti dalla giustizia. Il popolo dell’Iran ha il diritto di avere la piena democrazia e la trasparenza e chiediamo a tutti coloro che sono al potere di assicurare che la democrazia e i diritti umani riconosciuti internazionalmente siano pienamente rispettati” ha dichiarato Guy Ryder segretario Generale CSI.
Nonostante una repressione dei media, arrivano rapporti di arresti di attivisti politici e giornalisti. L’ITUC e i suoi partners delle Global Unions continuano a concentrare la loro azione sulla campagna per il rilascio dei sindacalisti che sono stati imprigionati e in sostegno dei diritti dei lavoratori.
Tra coloro in carcere c’e’ il leader dei sindacati dei trasporti Mansour Osanloo, che e’ stato picchiato e arrestato dale forze di sicurezza il 10 luglio 2007. Tre settimane dopo essere intervenuto al Consiglio Generale della CSI a Brussel. Manifestazioni ed altre iniziative si terranno il 26 giugno , giornata internazionale per la giustizia per i lavoratori iraniani, con iniziative coordinate tra CSI, Ces, EI, ITF e IUF .
Tra gli eventi gia’ previsti:
Manifestazioni di fronte alle ambasciate iraniane in Belgio, Francia e Olanda.
In Australia, i sindacati e le organizzazioni iraniane effettueranno una manifestazione di fronte alla ambasciata a Canberra alle 12 del 26. Altre iniziative sono in programma a Sydney e Melbourne;
In India, la All India Railwaymen's Federation organizzera’ manifestazioni, marce etc.
In Indonesia, i sindacati manifesteranno a Jakarta e terranno una riunione di preghiera al porto di Tanjung Priok;
In Giappone, i sindacati terranno una iniziativa il 24 giugno e adotteranno una mozione a sostegno della campagna.
A Wellington Nuova Zelanda, vi sara’ una banda di tamburi e teatro di strada di fronte all’ambasciata.
In Nigeria, una manifestazione si terrà all’aereoporto di Murtala Muhammed a Lagos;
In Thailandia, i sindacalisti dimostreranno all'ambasciata iraniana, e visiteranno l'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) per sollevare la questione della violazione dei diritti umani e dei lavoratori in Iran;
A Londra si terrà una manifestazione presso l'ambasciata iraniana.
"Le autorità iraniane hanno un deplorevole record per le questioni inerenti i diritti dei lavoratori, preferendo reprimere l'attività sindacale indipendente piuttosto che il rispetto di standard globali dell'Organizzazione internazionale del lavoro. I sindacalisti incarcerati devono essere rilasciati senza indugio, e il pieno rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori deve essere una parte centrale di quello che deve diventare una vera democrazia in Iran ", ha dichiarato Ryder.
Per maggiori dettagli : www.justiceforiranianworkers.org o contattare:
ITUC. Press Officer Mathieu Debroux. Tel: +32(0)2 22 40 204. Email: mathieu.debroux@ituc-csi.org
ITF. Press officer Sam Dawson. Tel: +44 (0)20 7940 9260. Email: Dawson_sam@itf.org.uk
EI. Nancy Knickerbocker. Tel: +32 (0)2 22 40 611. Email: Nancy.knickerbocker@ei-ie.org
IUF. Peter Rossman. Tel: +41 22 793 22 33. Email: iuf@iuf.org
sabato 9 maggio 2009
Il pesce e i diritti
Chi si occupa di aiuti umanitari era solito dire che se dai ad un uomo un pesce lo sfami per un giorno; insegnagli a pescare e lo sfamerai per tutta la vita. Ma...
'Se va bene per un uomo potrebbe andare bene per una donna, e quella donna sa già come pescare.
Lei vorrebbe che il suo fiume fosse libero dalle aziende che rubano legname e dai pescatori di frodo.
Preferirebbe che il governo non costruisca dighe enormi, dighe che hanno rovinato i suoi mezzi di sussistenza.
Preferirebbe che la polizia non cacci via brutalmente le comunità per far posto alla diga.
Non vuole carità. Vorrebbe rispetto per i suoi diritti.'
Una donna capo villaggio, Cambogia
Mrs Svey Sap Sak, Cambogia. Foto: Jack Picone/Oxfam
Da: The urgency of now, Oxfam







